Painting session, personaggi stravaganti, dipinti colorati e opere sfrontate: siamo stati all’opening di Affordable Art Fair 2019, tra Pop Art e Gin Tonic.

Stand di Affordable Art Fair
Stand di Affordable Art Fair

 

È stato un gran debutto per Affordable Art Fair, la fiera più cheap di sempre – ci riferiamo ai prezzi, che vanno dai 500 ai 6000 euro massimo-. Allo slogan di Lose yourself in art. Sei pronto a perderti nel mondo dell’arte contemporanea? lo spazio di Super Studio più di via Tortona, collocato in quel district di cui fanno parte anche BASE e Mudec, ha aperto le sue porte accogliendo migliaia di visitatori, per un opening prolungatosi oltre le 10 di sera. Fin dal suo ingresso -un grande portale dalle luci rosa shocking- Affordable Art Fair si conferma essere un ambiente vivace, festoso (a partire dalla musica ritmata emessa in filodiffusione), variopinto (soprattutto per le opere esposte, non propriamente minimal) e talvolta scherzoso e beffardo, che non risparmia critiche al sistema artistico e politico, prendendo di mira le figure più sotto tiro dell’attualità, da Banksy a Salvini. Il tutto condito con rametti di rosmarino affogati in bicchieri di Gin Tonic, sushi nipponico brasiliano (che in un evento milanese che si rispetti non può mancare) e il banco amalfitano di Sal de Riso, con una piccola pasticceria dall’aspetto più invitante di molte delle opere esposte. Un’atmosfera insomma, sicuramente meno liturgica di Art Basel o Frieze Master, ma che fa del carattere super-pop il suo punto di forza.

LE NOVITÀ

Tra le novità dell’anno, un’attenzione particolare va a Mediterranean Collection, la sezione speciale della fiera che ospita sei gallerie provenienti dal bacino del mediterraneo: Nian Art Gallery di Tehran, GALERIAKALO di Tirana, la portoghese Galeria Paulo Nunes Arte Contemporanea, (Villa Franca de Xira) e le spagnole MERCEDES ROLDAN ART GALLERY(Mardrid), Galerìa Espiral (Noja) e BLANCA SOTO ARTE (Madrid), tutte ospitate grazie a di Gin Mare, principale sponsor. Inoltre, due live painting hanno preso forma durante la serata: la colonna dipinta da Mairi Timoney della galleria Blanca Soto Arte, e quello di Beast Master, della Mercedes Roldan Art Gallery, un irriverente street artist milanese, autore di fotomontaggi di satira politica. Un assortimento eterogeneo dal respiro internazionale dato anche da gallerie come la coreana ARTSPACE, con i suoi paesaggi trasognanti e rarefatti, la russa (da Mosca) ARTIS, con i cagnolini colorati di Anton and Alexey Tvorogovy e GINZA Gallery G2 e Smart Ship Gallery da Tokyo, tra gli altri. Un’attenzione particolare viene dedicato al tema dell’illustrazione, con lo stand di Illustrazioni Seriali, fondato da Chiara Pozzi: le più diverse forme di questa pratica vengono presentate assieme alle figure chiave della francese Malika Favre, autrice di alcune copertine di riviste come il New Yorker e Vogue, ed Emiliano Ponzi.

Giulia Ronchi