Mr Savethewall. Un post street artist

Scappare dall’ufficio con una carriera ben avviata, per dedicarsi a tempo pieno a fare l’artista è un sogno di molti, ma che pochi hanno il coraggio di realizzare.

Pierpaolo Perretta si era perso dietro ritmi lavorativi esigenti, sacrificando anche la sua vita familiare ma poi, all’improvviso, ha trovato il coraggio di dire basta e dedicarsi al proprio talento creativo per lanciare messaggi al vasto pubblico attraverso la street art.

Pierpaolo Perretta non è però un street artist nel senso stretto della parola, pur riconoscendo un’affinità del suo lavoro con quello di altri artisti come Banksy. Si definisce un post street artist. Innanzitutto perché ha fin dall’inizio divulgato il suo lavoro attraverso i social network e quindi in ambienti urbani attuando un metodo di diffusione nuovo, per realizzare il suo scopo, cioè di far riflettere l’osservatore ma senza impadronirsi dei muri: da qui il suo nome, SAVETHEWALL.

Da forma ai suoi lavori usando la tecnica dello stencil e una modalità di diffusione particolare. Il meccanismo scatta un giorno in cui Piergiorgio si reca al lavoro ascoltando una rassegna stampa estera radiofonica, in cui l’Italia viene definita un paese arretrato. In un moto di orgoglio reagisce riempiendo le strade di Como, la sua città, con una sua versione della Pietà di Michelangelo, che regge tra le braccia la bandiera italiana, realizzato su un collage di giornali internazionali.

Trasformare un’icona in un messaggio di attualità, legato a problematiche sociali e il détournement di stampo situazionista (partire da un’immagine e trasformarne il senso e il messaggio attraverso l’inserimento di elementi stranianti), a cui anche Banksy si è ispirato, diventano una formula ricorrente nella sua produzione artistica, come è mostrato in questo servizio.

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